Primo campo invernale CAI PNALM 3-6 marzo 2026

La giusta opportunità per crescere ed imparare 

Nel cuore vasto e silenzioso del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, quarantasette ragazze e ragazzi del Liceo Anco Marzio hanno camminato per quattro giorni come se il mondo, per un poco, avesse deciso di parlare solo a loro.

La neve del Passo del Diavolo scricchiolava sotto i passi, e quei tredici chilometri verso Pescasseroli, con cinquecentocinquanta metri di dislivello, sembravano una prova uscita da una fiaba antica. Non c’erano rumori, se non il fiato del gruppo, il letto innevato del torrente, le impronte del lupo a ricordare che lì la natura esiste davvero. Qualcuno pensava ai ragazzi sperduti di Peter Pan, e forse era vero: un piccolo popolo in viaggio, sperduto ma intero.

Eppure sono andati avanti tutti, nessuno escluso.

La forza non era nei muscoli, ma nel passo che aspetta l’altro, nella mano che sostiene, nella salita che diventa meno ripida quando la si affronta insieme. Alla guida del gruppo tre ragazze d’eccezione Chiara, Sonia e Melissa e a chiudere il gruppo Francesco, attento a non lasciare indietro nessuno.

Non meno prezioso è stato il bosco della Difesa, con l’Arte-Parco che sembrava nascere dagli alberi e non dalle mani degli uomini. Le guide raccontavano e i ragazzi ascoltavano come chi scopre che il mondo è molto più grande di quanto immaginasse.

Al Passo Godi, il Rifugio Lo Scoiattolo sembrava un porto sicuro dopo una traversata. Marcella camminava con due zaini, il suo e quello dell’amica che non ce la faceva. Flavio, in silenzio, proteggeva un cucciolo trovato in paese, come fosse la cosa più naturale del mondo. Piccoli gesti che raramente finiscono nei libri, ma che spiegano cos’è l’umanità meglio di mille lezioni.

E poi l’ultimo giorno, tra le caprette del pastore Pietro, i ragazzi hanno imparato una verità che pochi adulti ricordano: un animale può morire di tristezza se perde chi lo conosce per nome. I maestosi cani abruzzesi che proteggono, il cane lupo che guida, e un pastore che invita a sognare, a volere qualcosa, anche se il sentiero passa attraverso cose umili e faticose. Perché la felicità non si trova in cima, ma nel cammino.

Che bellezza vedere quei ragazzi ridere nella neve, rotolare come bambini sull’altopiano del Ferraio di Ziomas, con quella spensieratezza che il mondo troppo spesso chiede loro di mettere da parte.

E allora sì, si torna a casa più felici.

Perché offrire loro questa opportunità e ricevere in cambio la prova viva della loro crescita è un dono che riempie di orgoglio.

Perché la speranza non è un’idea vaga: cammina, respira, sbaglia, si rialza. E questi ragazzi la incarnano.

Grazie alle famiglie, al nostro Liceo Anco Marzio, al Club Alpino di Roma che insegna l’amore per la natura, la montagna, gli animali, la vita tutta.

Perché crescere è questo: un passo dopo l’altro, senza paura di inciampare.

La referente del progetto

Prof.ssa Verginia Bernardini

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